mercoledì 31 dicembre 2008

Nuovo Cinema Capodanno

Anche quest'anno è giunto al termine, con il suo carico di avvenimenti pronto ad essere sostituito da quello del nuovo anno. Ci lasciamo alle spalle l'anno internazionale della patata per salutare l'anno del bue nel calendario cinese.

Ne approfitto per fare un piccolo consuntivo dei film che meglio hanno rappresentato l'ultima stagione cinematografica, nell'attesa di nuovi capolavori e nuove delusioni. Ecco, in ordine casuale, quelli che ho preferito: Wall-e, Il Cavaliere Oscuro, Iron Man, Transsiberian, Hellboy II, JCVD, Forgetting Sarah Marshall, In Bruges, There Will Be Blood, La Banda, Into The Wild, Superbad, Juno, No Country For Old Man, Gomorra, Il Divo, ...

Per finire e iniziare bene l'anno eccovi una chicca per il 2009, il trailer di Crank 2, in uscita negli States in aprile. Assolutamente imperdibile, con scene ancora più fuori di testa, guardare per credere...

mercoledì 24 dicembre 2008

Tazebao Cinematografico con Strenne

Dopo aver subito alcune reprimende, mi accingo or ora a riprendere i consigli cinematografici per queste festività tanto attese. Ecco quindi i film da andare a vedere con una buona scorta di Vov e Lasagne™.

Stella, film francese sul passaggio dall'infanzia all'adolescenza dove vengono trattati con intelligenza e sensibilità i difficili momenti di una ragazza alle prese con i problemi della vita. Da vedere assolutamente.
Per i più modaioli c'è poi The Spirit, in uscita proprio il giorno di Natale, nuovo esperimento fumettoso di Frank Miller, coadiuvato da un cast femminile stellare: Scarlett 'Oh Mio Dio' Johansson, Eva 'L'ha Mangiata Eccome La Mela' Mendes, Paz Vega, Sarah Paulson.

Da recuperare (in DVD, VHS, Betamax o super8) assolutamente La Banda, perché sublime, Zohan perché fa ridere (molto), 21 perché scivola via bene (e si abbina con le Lasagne™) e Transsiberian, per aggiungere un pizzico di thriller (poi c'è Woody Harrelson come sempre inimitabile). Ce ne sarebbero altri, ma in Italia i bei film li distribuiscono col contagocce, se va bene (vedi JCVD).

Andate in pace.

giovedì 18 dicembre 2008

Ho, Ho, Ho!

Cosa ci porterà il buon Babbo quest'anno per regalo? Un nuovo governo (minimamente decente)? La pace universale? Una opposizione appena appena più capace (ché scherziamo)? Navi in fiamme al largo dei bastioni di Orione ( ah, i raggi b balenare nel buio...)? Un telegiornale un attimo normale (dove non si gridi al disastro per tre fiocchi di neve)? Un papa nero (ci accontenteremo di un presidente)? Un film di natale senza De Sica (vabbè, mo' sto esagerando)? Un nuovo singolo delle Spice Girls featuring Ivana Spagna (mi sa che ho bevuto troppo Vov)? Un nuovo film non tamarro con Van Damme (acc Babbo, sei in ritardo...)? Un nuovo episodio tamarrissimo di Fast and Furious con quel tamarro di Vin Diesel (mmm, aspetteremo che arrivi l'estate per questo)? Un ministro dell'Economia (cosa volete dire con 'Tremonti è il ministro dell'Economia')? Una macchina elettrica commerciabile (credo che sia più facile comprarsi la vera slitta del Babbo, con renne in pelle ecologica e box stalla inclusi)? Batman che combatte contro un manipolo di droidi impazziti e sanguinari (tzè, guardate qui)? Un nuovo racconto di Sandokan (certo che Salgari è peggio di Axl Rose)? Un film di Yattaman con attori in carne e ossa e Miss Doronjo (ancora qui)? La £ che pareggia con l'€ (piglia, perfida Albione)? Containers provenienti dalla Cina carichi di zamponi transgenici che trasformano chi li mangia in famelici zombies che si nutrono di cotiche umane (mamma basta Vov, sto male...)? Un film su quello che ho scritto prima con protagonista Jason Statham (magari il Natale prossimo, eh)? Un bell'aifon per chi scrive, che tanto il telefono non lo usa mai (roger)? Qualche minuto di televisione non interrotto da una pubblicità di telefonini, piani tariffari, offerte megasms, mms, m&m's, con annessa canzoncina massacrante/massacrata trapana cervello (credo sia più semplice la pace universale)? Un presidente degli USA cheerleader, neanche fossimo in Heroes (già dato; due guerre ancora in corso, una crisi economica epocale e l'effetto serra lanciatissimo ad estinguerci, grazie, ma la prossima volta aspetto la Befana)? Un nuovo pezzo di Giusy 'continuo a fare la cassiera' Ferreri intitolato Dicceembree (ngh)? Lo psiconano che arriva a 120 anni (Oih Babbo, guarda che ti fodero la canna fumaria di c4)? Sarkozy e Carlà Brunì che adottano i figli di Britney per salvarli dalla crisi (e me, chi mi salva... Carlà sono qui...)? Un ciclismo pulito (ma quanto sono romantico...)? Windows 7 (ancora, minchia... è peggio di Saw! Basta, i miei € non li avrai Bill, scordatelo)? La nuova stella del prn, avviata a eclissare ogni altra attrice presente, passata e futura? Bravi, avete indovinato! Eccovi un pacco natalizio ripieno di chicche e maraviglie dal nome Anita Pearl. Ah Babbo, sapevo che non potevi abitare in Lapponia, ma non credevo vivessi in Ungheria... Vorrà dire che uno di questi giorni verrò a ringraziarti dei ricchi doni/cotiglioni...

Attenzione: se non volete farvi scomunicare dal papa (non quello nero, quello vero), non cliccate qui. Vi ho avvertito, sacripante!

martedì 9 dicembre 2008

Cuor di Leone

Chi l'avrebbe mai detto... che il nuovo film di Van Damme fosse un piccolo capolavoro. Si proprio lui, l'eroe di ogni bambino, il Jean-Claude nazionale (se abiti in Belgio) ha sfornato una interpretazione da ricordare in un film indipendente dalle mille qualità, che sfrutta la commistione tra finta biografia, verità, thriller e massicce dosi di ironia. L'opera si chiama JCVD e se vi capita di trovarlo (visto che non credo sarà lanciato come un film di vampiri per adolescenti) fiondatevi in sala con o senza popcorn, che il valore aggiunto ve lo regala quest'uomo simbolo dei blockbuster tutta violenza in una recitazione ai limiti dell'intimismo. Lo ritroviamo infatti invecchiato, costretto a girare filmetti qualunque per cercare di rimanere a galla, mentre cerca di riprendersi la vita dopo la cattiva esperienza della droga e la lotta per l'affidamento della figlia. Il tutto confezionato da una regia curata e da ritmi incalzanti, nonostante i temi trattati; e il monologo a metà film è una vera ciliegina.
Ma non basta, perché questa settimana voglio dimostrarmi generoso, proponendovi il freschissimo trailer del film più atteso della stagione... già ne avevo parlato quando presentarono il progetto, ora siamo al traguardo: cliccate qui.

martedì 18 novembre 2008

Houston, abbiamo un problema...

Quando è stata l'ultima volta che avete visto un bel cielo stellato? Molto probabilmente (se non abitate in posti dimenticati dal signore e dalla ADLS) almeno dalle scorse vacanze, ma potreste anche non ricordarvelo. In ogni caso, questo è un grosso problema; perché non siete voi ad accusare un acutizzarsi di una miopia che non sapevate di avere, ma è il cielo stellato che è scomparso, letteralmente.

Sto parlando dell'inquinamento luminoso che, sommersi dai discorsi più seriosi riguardanti gli altri tipi di inquinamento, viene spesso snobbato. Eppure è la causa della scomparsa delle stelle dal nostro orizzonte, quelle stelle che spesso vediamo in mirabolanti fotografie o rielaborazioni a falsi colori che colpiscono la nostra fantasia, ci fanno sognare e riflettere sul nostro posto nell'universo, sull'esistenza stessa di noi stessi, sulle nostre responsabilità. Quelle stelle sono sempre là, fuori da casa nostra, eterne (per quello che significano milioni di anni rispetto a una singola vita) e disponibili per tutti. Pochi decenni e sono state oscurate dai riflessi nel cielo di lampioni, luci di case, fari di automobili e innumerevoli altre fonti luminose; guardate questa mappa dell'Europa, e inorridite.

Siamo stati noi stessi a toglierci la possibilità di ammirare uno degli spettacoli più grandiosi della natura, che ha accompagnato la storia dell'uomo fin dagli albori, ne ha stimolato le paure, le ansie, le speranze e l'intelligenza, forse è stato uno degli elementi alla base della nascita del sentimento religioso, ha spronato la ricerca scientifica e il pensiero umano in una miriade di campi, e noi l'abbiamo dimenticato. Chissà se sapremo riconquistarcelo e se saremo in grado di stupirci ancora una volta, come bambini, al cospetto della natura.

lunedì 17 novembre 2008

Febbre da Obama

È accaduto. Quasi non ci si crede ancora. Quello che tutte le persone con un minimo di cervello sparse per il mondo hanno sperato accadesse, è accaduto. Anni di follia, egoismo, stupidità, spazzati via come se niente fosse da un semplice voto, una comunissima consultazione democratica, quello che sta alla base di un vero cambiamento. È la democrazia bellezza, e quando la situazione economica ha virato verso il fallimento globale, è giunta una risposta: Barack Obama.

È ancora presto per avere un'idea precisa di quella che sarà la sua presidenza (figuriamoci, non ha nemmeno presentato il suo entourage), eppure le premesse ci sono tutte per quello che i giornali si accaniscono a definire un New Deal Roosveltiano. Osserveremo con attenzione le mosse di un presidente che si appresta a sfidare problemi che fanno impallidire l'11 settembre, e che probabilmente ci terranno occupati per almeno i prossimi dieci anni. È ora di rimboccarsi le maniche, almeno per chi abita al di là dell'atlantico; a noi non resta che guardare e, possibilmente, seguire.

lunedì 3 novembre 2008

Dai, dai, dai che la vinciamo...

Ci siamo, la spasmodica attesa giunge all'agognato termine e la tensione cresce a dismisura. Ormai non se ne può più di cifre che ballano un mambo indiavolato, di interviste ad esperti che tirano indovinare, di frasi ad effetto e pubblicità ingannevoli per spingere anche i più ritrosi a votare per un candidato o l'altro. Eppure, pensare che tutto stia per finire e che il risultato sia a poche ore, inderogabile e definitivo come una sentenza divina, mette molta paura. Paura che l'America, a dispetto dei sondaggi, non voglia cambiare, paura che l'odio, le divisioni e l'ignoranza siano ancora prevalenti, paura che non ci sarà nulla di nuovo sotto il sole.

Ad ogni modo, la sfida è conclusa, quel che i due candidati potevano fare è stato fatto, o ha assunto le sembianze della recriminazione. La campagna democratica è stata dirompente, organizzata e precisa, forse un poco blanda all'inizio e non molto propensa al contrattacco, ma in definitiva si poteva fare poco di più. I Repubblicani hanno sbagliato soprattutto a puntare tutto sulla Palin, ma con una potenza di fuoco pubblicitaria debole non avevano molte altre armi. I grossi scossoni non hanno mandato fuori rotta la campagna, confermando le attese e le previsioni della vigilia; nei sondaggi Obama era ed è in vantaggio. Ora tocca ai singoli, alla testa di ogni elettore deciso a votare, dalle metropoli cosmopolite alle pianure coltivate a mais del cuore dell'America, dai paesini degli Appalachi alle coste californiane, dal caldo delle paludi della Florida alle nevi del Montana.

Questa importantissima, ma non per questo meno pazza, lotteria sta per decretare il vincitore. A noi tocca solo guardare. E sperare...

martedì 28 ottobre 2008

Obama Vs McCain II

Manca solo una settimana al voto. Passata anche la paura del complotto per ucciderlo, Obama continua nella sua lunga marcia verso la casa bianca e, anche se i sondaggi ormai danno i numeri e non si può avere la certezza di una vittoria schiacciante, la dichiarazione di un immarcescibile (sarebbe meglio dire 'Highlander') Henry Kissinger che da la vittoria al democratico fa ben sperare.

È inoltre scoppiata la corsa allo scaricabarile nel partito repubblicano, con gli alti papaveri che insultano apertamente la Palin per la sua inadeguatezza dopo averla estratta da un cilindro malconcio nella speranza di un colpo da knock out. E se a tutto si somma l'enorme distacco per la raccolta fondi in favore del demoscratico non si vede dove sia la paura per una sconfitta improbabile all'ultimo voto; eppure è proprio l'attesa stremante di una vittoria dopo otto anni di oscurità bushiana che fa tremare i polsi a chiunque si sia interessato a questa elezione americana. Perché diversamente dalle elezioni in qualsiasi altro paese, quella americana è il momento in cui si decidono le sorti del mondo intero, che piaccia o meno. Sarebbe ora che una ventata di novità spalancasse le finestre della casa bianca per svecchiare otto anni di politica inadeguata e criminale, per portare un barlume di speranza negli anni (chissà quanti saranno) di recessione mondiale che ci aspettano.

Vai Obama, continua la tua corsa...

P.S. È il mio cinquantesimo post, mitico...

giovedì 16 ottobre 2008

Obama Vs McCain

Sono trascorsi mesi di campagna elettorale senza esclusione di colpi, e ormai siamo agli sgoccioli. Obama è uscito vincitore da una campagna per le primarie a dir poco storica, con due candidati preparati e agguerriti che non si sono risparmiati nessuna scorrettezza. Sia in campo Repubblicano che in quello Democratico sono stati raccolti e spesi centinaia di milioni di dollari; migliaia di spot dall'una e dall'altra parte hanno innondato dai televisori praticamente ogni essere vivente sul territorio nazionale e anche i tre faccia a faccia concordati sono ormai alle spalle (senza che abbiano inciso più di tanto sui cosiddetti elettori 'indecisi').

Ebbene, a soli 19 giorni dalle elezioni più attese, tutti si chiedono con timore chi vincerà. Ognuno ha un'opinione dettata dalla partigianeria o da complessi calcoli a molte variabili, alcuni dall'esperienza di una vita, altri dall'incoscienza dei vent'anni. Ma sia che alla fine trionfi Obama, sia che la paura dell'uomo nero regali una risicata vittoria al candidato repubblicano, la storia ha già segnato il suo verdetto.

Il credo repubblicano ha perso, Il pensiero inaugurato da Reagan e professato da governanti sparsi per tutto il mondo e giunto nella palude del bushismo è al suo canto del cigno. La disfatta militare, che purtroppo si trascinerà per molto tempo, Obama o non Obama, ha creato un malumore diffuso nel resto del mondo che creerà più di un ostacolo alla leadership di Washington. L'aggiunta della crisi finanziaria più estesa dal dopoguerra a oggi sta ridicolizzando la professione di non intervento statale, con un ritorno alle nazionalizzazioni che fa inorgoglire i vecchi nostalgici del comunismo. E l'indebitamento accumulato per salvare le banche, che sarà pagato dalla gente comune, non consentirà per molto tempo ai guru della finanza l'insensata orgia di sprezzo delle regole accaduta negli ultimi vent'anni.

Le cose, lentamente, cambiano, e tutto fa pensare che ci troviamo all'inizio del cambiamento. Se questo sarà guidato dai democratici capeggiati da Obama tanto meglio. Ma per una volta, vada come vada, mi sento molto più tranquillo.

martedì 14 ottobre 2008

Ma è un computer o un'Audi?

Un'altra presentazione della Apple se ne va, e un'altra infornata di nuovi portatili arriva nei negozi. Si è appena concluso l'Apple Event in quel di Cupertino e l'intera linea dei portatili è stata rinnovata, o per meglio dire uniformata, seguendo le direttive recenti della casa californiana: vetro e alluminio. Se si eccettua il MacBook bianco con configurazione minima per 'pezzenti' e il pachiderma da 17 pollici del MacBook Pro, abbiamo l'estensione del concetto del MacBook Air agli altri due modelli. Sicuramente dovremo abituarci alla nuova linea (io rimpiango un po' il vecchio MacBook Pro, con quella tastiera retroilluminata da orgasmo) e ci vorrà del tempo con tutto quel glossy e i bordi neri; però il livello tecnologico ha fatto un balzo veramente inaspettato (basti pensare alla doppia scheda grafica in quello spazio ristretto, in quel peso, brr...) e se la qualità costruttiva rispecchierà la presentazione non ci sarà altro da fare che togliersi il cappello per l'ennesima volta al cospetto di Mr. Jobs.

Aggiornamento: È ora disponibile il video di presentazione del nuovo MacBook, con un intervista a Sir Jonathan Ive qui, mentre qui trovate l'esibizione di ieri in streaming. Buona visione.